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In classe.

Giada è una bambina modello: ottimi voti, educatissima, sempre attenta, compiti impeccabili ogni giorno.
Ha otto anni, i capelli biondi che sua mamma le raccoglie sempre in una treccia che sembra infinita, è silenziosa, riservatissima, timidissima.
E’ fragile quanto è dolce, e dolce lo è veramente tanto, tanto, tantissimo.
Poi c’è lui.
Alessandro è un bambino problematico.
Urla spesso, tira spintoni, raramente arriva alla fine di una consegna, trova difficoltà a scuola e le riversa nei rapporti con gli altri.
E’ maleducato, irruento, egoista, talvolta violento.
Stamattina era una di quelle mattine in cui la classe era dimezzata senza alcun motivo apparente, una di quelle mattine in cui la maestra decide di fare qualcosa di diverso.
“Facciamo un cartellone per la fine della scuola, ci state? A coppie farete un disegno e scriverete un augurio per l’estate che sta per arrivare.”
Li ho lasciati fare per qualche minuto.
“Io voglio stare con questo, io voglio stare con quello!!!!!!!”
Giada resta sempre per ultima, non è mai la scelta di nessuno.
Allesandro…beh, Alessandro quando lo scelgono dice di no.
Non ha mai voglia.
Ma stamattina no, stamattina è successo il miracolo.
“Maestra, l’aiuto io Giada”.
Mi c’è scappato un sorriso enorme.
Mi sono voltata verso di lei e le ho visto negli occhi un’espressione spaventosamente tenera: quella della gioia, quella di una piccola donna che da quel preciso momento in poi si sarebbe aspettata qualcosa dagli altri, anche dai più impensabili.
Spaventosa.
Bella.
Il discorso sarebbe stato lungo, avrei voluto spiegarle di non farci l’abitudine, ma in fondo chi sono io per uccidere le favole prima del tempo?
Li ho guardati mettersi d’accordo su quello che avrebbero potuto disegnare, su chi avrebbe colorato e su chi avrebbe scritto.
Ho guardato Giada sorridere compiaciuta, orgogliosa di avere qualcuno con cui dividere le matite, finalmente.
Alla fine credere negli altri non uccide, forse.
E comunque è tutto quello che ci resta: avere fiducia.

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Meglio soffrire che mettere in un ripostiglio il cuore.