Io le persone che da un momento all’altro smettono di salutarti/rivolgerti la parola non è che le odio, le fucilerei proprio.

Diciamo che fino a 10 non ho contato e gli ho chiuso il telefono in faccia.

Figure di merda pt. Ho perso il conto

Solo a casa mia consegnano la rosticceria tutti quelli che frequentano il mio stesso istituto.
Solo. A. Casa. Mia.
Quando sono puntualmente in canotta, con i capelli sciolti e tutti scompigliati.
Perché se sai che il proprietario è un
vecchio qual è il problema? Uno non si sistema, giusto? E invece no.
Eh no. Quelli carini devono mandarmi.
Figure di merda a gogo.

Auro’, in casa si sta vestiti, sempre in ordine, ok?

Oggi mi ha chiamata L. e mi ha detto di scendere perché era sotto casa, quando sono scesa c’era anche M. la mia primissima cotta.
L. è il migliore amico di M.
Con M. Ci siamo piaciuti per mesi, quattro anni fa, e poi al più bello che ci siamo dichiarati io non l’ho voluto più.
Quando li ho visti insieme mi sono ricordata di tantissime cose, e ho visto nella mia mente più e più volte come sarebbe potuto andare quest’incontro, all’imbarazzo, a quello che avremmo detto, ai sorrisi fatti solo per cortesia, ai lunghi silenzi che ci sarebbero stati.
E con mia grande sorpresa non è andata in nessuno dei modi che immaginavo.

Chi batte chi?

  • N: Io andrò al politecnico di Torino..
  • A: Ah sì? E io me ne vado in Australia. *broncio*
  • Non mi smentisco mai.

    Oggi il professore P. (Quello giovane) se n’è venuto con una giacca favolosa e la camicia leggermente sbottonata che lasciava intravedere un ciuffetto di peli. Non che sia bellissimo, ma nel complesso non stava tanto male. Mi attirava troppo quel vedo/non vedo.
    Non riuscivo a staccare gli occhi da lui, così a un certo punto, quando se ne è accorto, ridendo mi ha detto, davanti ad un’intera classe “Lo so che sono bello, anche tu sei bella, però se mi fissi così non riesco a fare lezione, mi viene da ridere. Poi ci fissiamo fuori dalla classe.

    Credo di esser diventata di tutti i colori. Volevo sprofondare talmente tanto giù da non riuscire nemmeno a risalire.

    Conversando con lo psicologo durante il colloquio.

  • P: quindi qui hai crociato "disorganizzata" , "permalosa" e "possessiva"
  • Io:
  • P: sei sicura di esserlo?
  • Io: sicurissima
  • P: e perché sei permalosa? Sono proprio curioso guarda
  • Io: sta insinuando che io non mi conosca abbastanza? No perché sarebbe assurdo
  • P: hai ragione, sei permalosa
  • Quando una giornata di merda inizia di merda

    Mi sono svegliata e ho visto i miei sacrifici andare a puttane per una manciata di patate fritte che mi sono concessa ieri sera.
    Tre ore di pianto come se non ci fosse un domani, mia madre seduta di fianco a consolarmi.
    Mi asciugo le lacrime, mi lavo, mi vesto, ed esco.
    Arrivo in aula e mi ritrovo tutte con questi shorts ficcati in culo, alte, magre, belle, in gruppo, che parlano dei loro culi che sono piatti, del fatto che non sanno cosa fare per renderlo più tondo per attirare i ragazzi, parlano dei loro pantaloncini litigando per decidere quale sia il più bello, dei super mini-vestiti e di quando e come e perché e per chi, li indosseranno.
    Non posso prendermela con loro, che colpa ne hanno? La colpa è mia.
    Loro ridono, scherzano, e io sono qui, seduta su questa sedia a farmi le seghe mentali e a sentirmi nuda nonostante io abbia addosso maglione, giacca e cazzi vari.
    A volte la vita è proprio una stronza.

    Certe cose non cambiano mai

    Solo io posso cadere di culo a terra nella doccia, mentre sto insaponando un piede, cercando di rimanere in equilibro sull’altro piede.